Alcune lettere dei deportati            

 

 

 

 

"... io penso che rimane sempre qualche cosa di bello, la natura lo splendore del sole, la libertà, noi stessi; è un possesso che non si perde. Contempla queste cose e ritroverai te stesso e Dio, e riacquisterai il tuo equilibrio. 
Chi è felice farà felici anche gli altri, chi ha coraggio e fiducia non sarà mai sopraffatto dalla sventura! ..

... ecco che cos'è difficile in quest'epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele. è molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all'intima bontà dell'uomo. Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma  in un deserto, sento sempre più forte  il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si tornerà a volgersi al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare! ...  (15 luglio 1944)"

(Anne Frank, Diario, Einaudi)

 

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per un pezzo di pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d' inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfascia la casa,
la malattia vi impedisca
i vostri nati torcano il viso da voi.

(Da “SE QUESTO E' UN UOMO” di Primo Levi)

Miei cari genitori,
se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me.
Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe… Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra (ci hanno portato via anche i nostri mantelli).
Ogni notte soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno e il mio corpo è pieno di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia.
L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato… Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui. Dico addio a tutti, cara mamma, caro papà, mie sorelle e miei fratelli, e piango…

(lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni nel campo di concentramento di Pustkow (Galizia) a un giovane contadino della zona che la recapitò ai suoi genitori.)

Appena qualcuno arriva qui ogni cosa sembra strana.
Come devo coricarmi per terra?
No, io non mangerò quella sudicia patata nera
E questa sarà la mia casa? Dio com'è lurida!
Il pavimento è solo fango e sporcizia
e qui io dovrei distendermicome farò senza sporcarmi?
C'è sempre un gran movimento quaggiù e tante tante mosche
ma le mosche non portano le malattie?
Ecco, qualcosa mi ha punto: una cimice forse.
Com'è orribile Terezìn!
Chissà quando ritorneremo a casa...
Teddy
(poesia scritta nel 1943 da un bambino internato nel Campo di concentramento di Terezìn di cui si conosce solo il nome)

           Questa lettera è indirizzata a mio fratello:                 

 Ciao fratellino, noi da domani non ci vedremo più, 
sono in un campo di concentramento e sarò 
fucilato o messo nella camera a gas.

Ti ho voluto sempre molto bene
 e grazie per tutte le cose che hai fatto per me.

Studia e stammi bene.

         Baci Davide

        (Davide B.)

 

 

Questa lettera è stata scritta da un padre a suo figlio deportato in un campo di concentramento.

Caro figlio,

In questo campo di concentramento io sto proprio male.
Visto che sto per morire ti auguro che non venga mai 
in questi orribili posti perché ti fanno lavorare 
a dismisura e ti danno solo un tozzo di pane 
al giorno e pochissima acqua. Cresci bene e studia.

Da tuo padre.

(Massimiliano)

Lettera  ai  nostri  genitori 

Carissimi genitori, siamo noi, Chiara e Sharon , 
vi scriviamo per raccontarvi le sgradevoli
 situazioni che ci sono qui. 
Noi non ci troviamo bene e neanche in belle condizioni. 
Qui ci danno poco cibo e poca  acqua. 
Si lavora molto senza fermarsi un attimo, 
se ci fermiamo sono capaci di fucilarci. 
Non preoccupatevi per noi. Non so  se ci rivedrete 
ma saremo sempre  nel vostro cuore. 
Vi preghiamo di salutare da parte nostra i nostri cari.

      BACIONI  DA   (CHIARA E SHARON).

Caro amico qui si sta molto male: 
il cibo scarseggia, non c'è l'igiene nelle celle si sta stretti. 
Ho sentito le guardie che dicevano 
che dovrò morire tra due giorni. 
Mi raccomando se i soldati tedeschi 
ti chiedono di che nazione sei tu digli:<< sono tedesco !>>

Saluti (Stefano Ca.) 

 

 

 

Cara Marta,

sono in carcere e ho molta paura.

In queste prigioni solo quel sentimento traspare. 

Vorrei essere con te, ma per fortuna 
tu non sei qui così potrai vivere 
e raccontare ai tuoi figli della tua migliore amica. 
Scrivo questa lettera piangendo 
perché non potrò più rivedere nessuno.

Qui si mangia poco e si lavora tanto, 
spero che da te sia il contrario e che tu stia bene. 
Ho molte domande da farti ma ora non voglio sapere niente. 
La guerra ha portato molti morti 
e credo che anch'io sia una di quelli;
ebbene sì, credo che i tedeschi mi uccideranno 
come a tutte le persone qui con me. 

Non voglio farti piangere 
ma questa è la realtà quindi tu pensami guardando il cielo 
e io ti osserverò e sarò felice. 

Ti saluto con un ciao, o forse meglio un addio. 

Salutami anche tutti quelli del paese e consolali.  
Un doloroso addio dalla tua amica 

(Alessandra R.)

Cara Alessandra,

sono tristemente in un campo di concentramento.

Scrivo solo a te perché sei 

la mia migliore amica ma vorrei 

che questo fatto lo sappia anche la tua famiglia: 

dopodomani mi uccideranno. 

In questo momento i tedeschi stanno decidendo 
la sorte di tutte le altre persone 
qua dentro insieme a me: la morte. 
Menomale che te non sei qui perché potrebbero ucciderti, 
anche se ho un' infinita voglia di rivederti. 
Tanto, anche se non ci fucilano, 
moriremo di fame o di fatica.

Un doloroso addio la tua migliore amica 
(Marta)

 

 

 

Caro Paolo, 
sono tuo fratello Andrea

ti scrivo per dirti addio, 
perchè da domani non ci vedremo più 
per colpa dei nazisti che mi fucileranno. 
Prenditi cura di te stesso e del cuginetto Gianluca.

Stammi bene fratellone.  Addio!

 

Caro fratello, 
Andrea sta per essere fucilato. 

Stefano ubbidisci a papà e mamma e continua a studiare. 
Ricordati che ti vorrò sempre bene. 
Ieri io e un mio amico abbiamo provato a scappare 
ma non ci siamo riusciti e fummo presi 

da tre soldati tedeschi e ci dissero 
in TEDESCO che saremmo stati fucilati. 
Io queste parole subito non le capii ma me 
le disse in italiano il mio amico

UN ABBRACCIO DAL TUO INFELICE FRATELLO 
(ANDREA Bi.)

 

 

Cari mamma e papà  
mi trovo in un campo di concentramento; 
ci fanno lavorare tutto il giorno  
e quando ci dicono di andarci a fare la doccia  
il terrore scorre su di noi .  
Ci fanno stare dei minuti sotto la doccia, 
a volte esce gas e altre volte esce acqua . 
Per fortuna ho escogitato insieme ai miei compagni  
di cella un piano di evasione, spero che funzioni .

Ciao
                                                               (Alessandro N.) n°1863                  

MEMORIE DI UN SOLDATO
 
“... Eravamo entrati a Berlino e fummo scambiati 
per soldati dell' U.R.S.S.e l' esercito ci assalì ; 
quasi tutti i miei compagni furono catturati 
e poi uccisi, per il momento restammo 
liberi e vivi solo io, il sergente e il caporale ; 
ma purtroppo fummo catturati anche noi 
e dopo numerosi maltrattamenti ad AUSCHWTZ 
fummo lasciati dove ci avevano trovato, 
restammo sotto le macerie per 15 giorni 
e i Partigiani ci ritrovarono e ci accolsero nel gruppo. 
Gli Alleati riuscirono a far passare 
noi e altri 15 Partigiani (il confine).
Quando sbarcammo in Inghilterra 
molti popolani si unirono a noi 
e insieme agli Alleati combattemmo 
Dopo la guerra tornai a fare il soldato 
ma non dimenticherò mai i Partigiani e le loro avventure."

 

LETTERA DI UN DEPORTATO AD AUSCHWTZ

PRIMA DELLA FUCILAZIONE

Cara famiglia,

rivolgo a voi la mia speranza di un futuro; 
io non so come dirvi che me ne andrò per sempre 
amandovi e ricordandovi .

Moglie mia abbi cura dei nostri figli 
e accogli come ho fatto io tutti coloro 
che busseranno alla tua porta .
Vi auguro una felice esistenza.

CIAO IL VOSTRO SFORTUNATO papà      

 

COMMENTO DELLA VITA NEI LAGER

Le persone vengono messe in autocarri, 
poi gli autocarri si fermano, e li dividono in gruppi,
gli uomini li mettono a fare i lavori sforzati 
(dalla mattina alla sera ); 
invece i bambini, le donne e gli anziani,
gli fanno mettere sotto le docce, 
invece, anzi che uscire acqua, dalle docce, esce gas; 
e non si può scappare, perchè ci sono le porte blindate,
 e quindi anche se si batte, non si sfondano; e quindi si muore. 
Gli uomini, che sono ai lavori sforzati, 
a volte vedono i loro figli, le loro mogli che muoiono, 
e a questo punto, preferiscono anche loro essere uccisi, 
e se stavano male, non potevano fare niente.

Per me LA VITA NEI LAGER, 
è un posto a trabocchetto, perché ti ammazzano, 
quando meno te l'aspetti.

(Stefano C.)

 

Cari genitori

sono in questo posto tanto triste 
e pieno di cose orrende.

Solo voi sapete darmi la forza di vivere.

Al mattino, quando mi alzo, penso sempre 
alle belle giornate passate con voi 
e a quante risate abbiamo fatto insieme.

Ricordatemi sempre ed io vi porterò nel mio cuore.

VI ABBRACCIO E VI BACIO.

(Irene)

Cara Laura

ti scrivo per l'ultima volta perché i tedeschi 
hanno catturato me ed alcuni miei compagni, 
proprio mentre ci stavamo 

preparando ad attenderli un agguato: 
forse in paese qualcuno ha fatto la spia .

Infatti i soldati tedeschi 
hanno trovato senza troppa fatica 
la vecchia cascina abbandonata dove ci nascondevamo.

In un primo tempo temevamo 
che ci fucilassero tutti quanti , 

ma poi abbiamo saputo che domani ci trasferiranno 
in un campo di concentramento in Germania .

Non so se potrò rivederti e il nostro piccolo LUCA: 
stagli vicino abbraccialo forte da parte mia 
e digli che il papà è sempre vicino a lui, 
anche se non lo può vedere. 
Quando sarà grande, spiegagli che il suo papà, 
insieme a tanti uomini ,è morto per consegnare a lui e a tutti i giovani un mondo migliore, 
dove le parole, odio e razzismo 
non abbiamo più diritti di cittadinanza.  
Ti porto sempre nel mio cuore, 
certo che finalmente ti rivedrò

ciao 
(Lorenzo)

In questi lager si trovava l'orrore, 
perché lo sterminio razziale era molto feroce.

In meno di dieci minuti 
tutti gli uomini validi venivano raggruppati.

Quello che accadde delle donne bambini e vecchi, 
noi non potremo stabilirlo.   
Allora la notte li inghiottì puramente e semplicemente .

(Alfonso)


 

 

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Ama chi ti ama, scorda chi ti scorda, ma non dimenticare chi sempre ti ricorda. Scorderai i fatti, scorderai i guai, ma i veri amici non li scorderai mai. Monica Costa.