Campo di Dachau            

 

 

Nel 1933 Adolf Hitler e i suoi seguaci presero il potere in Germania. Subito dopo iniziò la brutale persecuzione e la sistematica eliminazione dei suoi avversari politici . Nella < Munchner Neuesten Nachrichten > del 21 marzo 1933 si poteva leggere la seguente notizia: Mercoledi 22 Marzo 1933, verrà aperto nelle vicinanze di Dachau, a 15 Km Nord-ovest da Monaco di Baviera il primo campo di concentramento che potrà contenere 5.000 persone. Inizialmente il campo era una vecchia fabbrica di munizioni risalente alla Prima Guerra Mondiale ampliata negli anni 1936/37 dai deportati. Vi si concentrarono tutti i comunisti, i membri della "Reichranner" ( Assocciazione fondata nel 1924 da vari uomini politici, con lo scopo di proteggere la Repubblica di Weimar ), i funzionari Socialdemocratici e tutti coloro che costituivano una minaccia per la sicurezza dello Stato Nazista.

In seguito furono costruite le nuove baracche e l' economato. I vecchi capannoni della fabbrica furono rinnovati e servirono da officine. Il campo di concentramento formava un rettangolo di circa 300 metri di larghezza e 600 metri di lunghezza. Ad Ovest c 'era il campo di addestramento delle s.s. Da questo al campo dei prigionieri c'era una lunga strada asfaltata che conduceva alla "Jourhaus", edificio di guardia del comando del campo con un pesante cancello sopra il quale si poteva leggere "Il lavoro rende liberi".

Inizialmente il lager era gestito dalla Landpolizei ( Polizia Bavarese ) poi dal 11 Aprile del 1933 i deportati furono consegnati senza difesa, all'arbitrio delle s.s.
Nel giugno dello stesso anno, Theodor Eicke fu nominato comandante del campo. Egli elaboro un sistema organizzativo comprendente regole dettagliate che furono applicate, con adattamenti locali in tutti i campi di concentramento.

Il lager di Dachau divenne campione e modello di un istituzione che, con la sua sola esistenza, doveva terrorizzare la popolazione e, nella quale, ogni avversario del regime poteva essere efficacemente ridotto al silenzio.

Le Deportazioni

Inizialmente furono internate nel lager noti avversari politici del regime Nazionalsocialista, comunisti e monarchici.
Così, coloro che si erano tenacemente combattuto prima del 1933, si ritrovarono insieme dentro il filo spinato. Dopo la proibizione delle organizzazioni politiche dei partiti e dei sindacati, nel 1939 fu proibita anche la Comunità dei "Testimoni di Jehova . Il campo di Dachau è sempre stato un campo di concentramento.
Conseguentemente i prigionieri politici, che vi erano stati rinchiusi per primi e che quindi ne conoscevano le condizioni, occuparono una gran parte di posti " chiave " nella autogestione dei prigionieri, istituita dalle S.S., che si occupava di una parte dell'organizzazione del funzionamento del campo.

 Per queste ragioni si è potuto evitare, generalmente a Dachau che i detenuti criminali (Kapòs verdi) arrivassero a quelle posizioni che avrebbero dato loro dei poteri sui compagni di prigionia. Quando questo non fu evitato, quei poteri furono usati, spesso senza scrupoli e per trarre vantaggi personali dalle S.S..
Dopo la "Notte dei Cristalli " del Novembre 38 vennero deportati a Dachau, da tutta la Baviera più di 10.000 Ebrei, molti di loro furono in seguito rilasciati e chi ne ebbe la possibilità, lasciò per tempo la Germania nazista.
Con l'inizio della guerra, la situazione nel campo cambiò radicalmente. Coloro che erano detenuti a tempo indeterminato e, la cui situazione era veramente disperata, poterono ora sperare nella sconfitta del Terzo Reich. Arrivarono a Dachau partigiani, Ebrei, preti o semplicemente patrioti che avevano rifiutato di collaborare con l'invasore.

Il Lavoro

Nel portone d ' ingresso del campo c'era scritto " Il lavoro rende liberi ", in realtà le persone erano avvilite e rese schiave.
In genere il lavoro dipendeva dalla situazione economica e politica. Nei primi anni 40/41 si vedeva il lavoro piuttosto come mezzo di rieducazione. Si trattava di un lavoro inutile come zappare, trasportare la terra e i sassi da un posto all'altro. Il risultato del lavoro importava poco, era importante, invece, la pressione esercitata sui prigionieri durante i lavori. I dirigenti dei blocchi e i loro capi erano sempre presenti a tutti i lavori e sorvegliavano se, per esempio, il carretto era pieno, se i prigionieri se ne stavano senza far nulla, se fumavano, o parlavano fra di loro ...
Molti di questi lavori dovevano essere fatti di corsa. Ben presto ci si rese conto del valore dei prigionieri come manodopera a buon mercato e li si sfruttò senza scrupoli. All' interno del recinto del campo si installarono dei laboratori nei quali i detenuti effettuarono i più svariati lavori artigianali. Inizialmente questi laboratori dipesero dal comandante del campo.Nel 1938 con il continuo aumento dei campi, aumentò anche il volume della produzione e le "imprese economiche delle S.S. " furono poste sotto l' autorità centrale dei servizi amministrativi S.S. a Berlino. Nel corso della guerra la mano d' opera rappresentata dai deportati dei campi divenne sempre più necessaria per l' industria bellica tedesca. La rete di campi di concentramento che a poco a poco si estese su tutta l' Europa centrale, assunse proporzioni gigantesche.
Il campo di Dachau, da solo, contava, oltre ai piccoli campi annessi, 36 grandi campi esterni nei quali circa 37.000 detenuti lavoravano quasi esclusivamente per le industrie degli armamenti. Una minoranza lavorava nella costruzione di strade, in cave di ghiaia od al prosciugamento di paludi.

La vita e la morte a Dachau

Calcolare il numero di prigionieri passati per Dachau è un impresa intrapresa da molti storici e studiosi dopo la liberazione del lager. Nessuno ha potuto indicare con assoluta precisione il numero esatto dalla sua fondazione (1933 ), alla liberazione del lager ( 1945 ). Di seguito si esamineranno una serie di statistiche condotte da vari studi di ricerca sulle vittime dei lager:

a) Secondo lo schedario della segreteria del campo 177.447.
b) Cambiamenti di registrazione dovuti all'azione 'Ebrei ' degli anni 1928/39, per qui non esiste uno schedario 10.911. Totale 188.358.

Si aggiunge inoltre una quantità, anzi un infinità, di prigionieri trasferiti poco prima della liberazione e non registrati. Neppure registrata è la cifra delle persone imprigionate negli anni 1933/1934.
Molti prigionieri ricevettero i numeri di altri compagni poco prima deceduti previa selezione o fucilazione, pertanto la cifre riportate si intendono più vicine possibile alla realtà.
Durante la guerra con la Russia vennero nel campo di Dachau ragazzi fra i 12 e i 15 anni perfino di 7 anni. Cosa sia avvenuto di loro non lo sa nessuno. Qui si cerca di calcolare per numerazione il numero dei prigionieri:

  a) Numerazione dal 1933 al 1940 1 fino 37.575.
  b) Numerazione dal 1940 al 1945 1 fino 161.944. Totale 199.519.

Bisogna però notare che, nella prima numerazione, i numeri lasciati liberi dai prigionieri morti oppure rilasciati venivano nuovamente distribuiti e perciò la prima cifra relativa agli anni 1933/1940 sarebbe sicuramente superiore.

Esperimenti scientifici

Durante la guerra nei campi di concentramento, isolati dal mondo, furono effettuati esperimenti medici sugli internati indifesi. Questi esperimenti dovevano, come è noto, servire a mettere a punto metodi che permettessero di migliorare la possibilità di sopravvivenza e di guarigione dei soldati tedeschi in guerra. La salute di un gran numero di uomini e donne fu distrutta per sempre e molti morirono in condizioni atroci, nel corso di questi esperimenti. Il prof. Claus Schiling, un noto studioso di medicina tropicale, aveva più di 70 anni. All' inizio del 1942, un reparto per le ricerche sulla malaria, a questo scopo si inoculò la malattia a circa 1.100 prigionieri.

Gli esperimenti effettuati simulando il volo a grande altitudine, e prove di decompressione, ebbero lo scopo di studiare le conseguenze, per gli equipaggi degli aerei, della distruzione in quota della cabina pressurizzata, quando l' aviatore, in pochi secondi, era sottoposto a caduta di pressione ed a mancanza di ossigeno. Le ricerche concernenti i "congelamenti" a basse temperature, effettuate dalla metà di Agosto all' Ottobre del 1942. Dovevano studiare i metodi per soccorrere velocemente ed efficacemente gli aviatori caduti nelle acque gelate del mare. Le persone prescelte, vestite con l' uniforme degli aviatori, vennero immerse per lunghe ore, in vasche piene di acqua gelata. In seguito si provavano diversi metodi di rianimazione e riscaldamento. Oltre agli esperimenti sopra citati, furono effettuate nel campo di Dachau, da un apposito reparto, ricerche sulla tubercolosi, sulla setticemia e sui flemmoni.

DIO nel lager di Dachau

Inizialmente furono internate nel lager noti avversari politici. Dalle statistiche del campo risulta che entrarono a Dachau circa 2.720 sacerdoti e fra questi 2.579 erano cattolici. Il numero dei sacerdoti aumentò rapidamente. Inizialmente venivano portati tutti nel blocco n° 17 della" compagnia di punizione" e dopo suddivisi fra gli altri prigionieri nei vari blocchi. Soltanto nel Dicembre 1940 furono riuniti nel blocco n° 26. Questo però non bastò più, quando arrivarono a Dachau quasi tutti i sacerdoti prigionieri del campo di Sachsenhausen tra i quali molte centinaia di sacerdoti Polacchi. La riunione dei sacerdoti in un solo blocco, portarono la Gestapo del campo, a permettere l' installazione di una "cappella di soccorso". La direzione del campo non era tanto favorevole a questa concessione, ma dovette piegarsi. Il 20 Gennaio 1941 fu celebrata la prima S. Messa. L' Altare consisteva di due tavoli uniti. Sopra i tavoli due lenzuoli, un piccolo crocifisso, due poveri candelabri con dei mozziconi di candela, un minuscolo calice e un piccolo messale. Circa 1.000 sacerdoti, schiacciati uno accanto all' altro, si trovarono davanti all' altare per la celebrazione della prima S. Messa. Nel Ottobre del 1941 furono fatti uscire dal blocco n° 26 i sacerdoti non tedeschi e sistemati nel blocco n° 28. Attorno al blocco n° 26 fu eretto uno sbarramento con sentinella affinché i sacerdoti non tedeschi non potessero neppure guardare nella cappella, vennero imbiancate le finestre. Il comandante proibì agli occupanti del blocco n° 28 ogni pratica religiosa anche all' interno del blocco, sotto pena di severe punizioni e furono requisiti i breviari i ed i rosari. I sacerdoti all' interno del lager venivano trattati alla maniera di tutti gli altri deportati e anche peggio.

La Camera a gas di Dachau


Il campo di Dachau fu fornito nell'ultimo anno di una camera a gas. I condannati a morte furono inviati nelle camere a gas del castello di Hartheim presso Link in Austria. Tutto il complesso del crematorio con la camera a gas fu terminato nel 1943. Era formata da uno "spogliatoio ", una " doccia", ed una " camera " mortuaria. Le docce erano in realtà coperchi, però senza sbocchi della conduttura del gas. Questa camera a gas non fu mai messa in funzione. Al crematorio venivano portati solo morti per essere bruciati e non vivi per essere asfissiati, cioè uccisi con il gas. Venivano portati a questo scopo nel castello di Hartheim, dal 1942 al 1944 si trasferirono in questo istituto circa 3.166 prigionieri. I trasferimenti si fecero di notte con i camion. Al loro arrivo furono uccisi con il gas. Le famiglie vennero informate parecchie settimane dopo il decesso con un certificato rilasciato dall' ufficiale di stato civile del campo di Dachau, nel quale, normalmente, si indicava come causa di morte un' insufficienza cardiaca o circolatoria.

Quando i prigionieri di Dachau ebbero riconosciuto gli indumenti restituiti al campo e venuti a conoscenza delle notificazioni di morte attraverso la corrispondenza con i parenti, avendo quindi la certezza del destino riservato ai loro compagni, si cercò disperatamente di difendere gli invalidi da nuovi trasferimenti, in alcuni casi riuscirono a cambiare i nomi sull' elenco dei trasferimenti con quelli di prigionieri già deceduti. Quello che a Dachau non faceva il gas si incaricavano di farlo le pallottole nelle esecuzioni di massa.

La Liberazione di Dachau

Durante le settimane che precedettero la liberazione i detenuti vissero in condizioni così disumane che essi stessi non lo avrebbero mai ritenuto possibile. I grandi convogli che arrivarono in continuazione dai campi evacuati per l' arrivo degli alleati, portarono sopratutto uomini scheletrici e mortalmente sfiniti. I detenuti inabili al lavoro vennero relegati nei "blocchi degli invalidi " dove ricevettero la metà della normale razione di cibo, e questo li condannò a morire lentamente d'inedia. Essi non vennero mandati al lavoro ma non poterono, durante il giorno, restare nelle baracche. Dato il rigore del clima invernale questo significò per molti la morte. Di notte, in una baracca che originariamente conteneva 200 giacigli, si ammassarono fino a 1.600 persone. Inoltre l' epidemia di tifo che imperversava dal Dicembre 1944, fece ogni giorno più di 200 vittime. Per il numero sempre crescente di malati rinchiusi in uno spazio troppo ristretto e per la mancanza di medicinali, fu impossibile tenere sotto controllo l' epidemia. La città di Dachau non era mai stata bombardata ma molte fabbriche di materiale bellico, dove lavoravano uomini e donne dei campi annessi, furono parzialmente o totalmente distrutte dalle bombe.

Il 26 Aprile risuonò nel campo l' ordine di allinearsi sul piazzale d' appello. Provviste e coperte furono distribuite e circa 7.000 deportati furono avviati verso sud sotto la scorta delle S.S.. Lungo la marcia ne vennero uccisi a centinaia, a colpi di fucile o di pistola, quando non poterono più camminare, o morirono di fame, di freddo e di sfinimento durante le lunghe marce con la pioggia e la neve fino ai primi di Maggio, quando incontrarono le truppe alleate Americane. Domenica 29 Aprile fu liberato il lager.

Campo di Dachau. Planimetria e descrizione

E’ stato il primo campo istituito da Himmler, allora capo della polizia di Monaco, dopo la vittoria elettorale di Hitler e l’incendio del Reichstag. Doveva essere il prototipo dei lager, quello a cui dovevano ispirarsi le costruzioni di tutti gli altri campi. Un ufficiale americano del 7° Reggimento nel suo rapporto sulla liberazione del lager, il 30 aprile 1945 scriveva: “Nella lingua inglese mancano le parole con le quali possa essere descritto anche solo approssimativamente il campo di concentramento di Dachau”.

Il primo campo di concentramento nazista fu istituito il 22 marzo 1933 in una fabbrica di munizioni, fuori mano, nelle immediate vicinanze di Dachau. Avversari politici del nazismo, ebrei, religiosi e cosiddetti “elementi indesiderabili” vi venivano isolati come nemici del regime nazionalsocialista. Nel 1937 il campo progettato per i 5000 detenuti, si dimostrò troppo piccolo. I deportati stessi dovettero costruire un campo più grande, che fu pronto nel 1938. Secondo l’ufficio di registrazione del campo risultano più di 206.000 i deportati tra il 1933 e il 1945, senza contare il numero rilevante di coloro che non furono registrati.
Secondo documenti del servizio internazionale di ricerche, a Dachau morirono 31.591 deportati.

Campo di Dachau

Come si presenta oggi a chi va a visitarlo. In primo piano il monumento al deportato.

Deportato di Dachau

Ridotto allo stato di “musulmano” trovato vagante nel campo alla liberazione (aprile 1945)

Dachau era il regno di un criminale in camice bianco: Sigmund Rascher. Lui e la moglie erano entrati nelle grazie di Himmler per una banalità senza senso: ormai vicini alla sessantina avevano tre bambini di 5, 7 e 8 anni e quindi agli occhi di quell'invasato criminale erano due validi esponenti della razza gemanica, perché ultracinquantenni avevano generato tre bambini: non avrebbe mai immaginato che erano tre trovatelli prelevati in un istituto per l'infanzia abbandonata. Quando verrà a saperlo sarà la fine per i due protetti.
Il dott. Rascher si era specializzato nelle prove di resistenza del corpo umano al congelamento: nelle gelide sere invernali (10-15 gradi sotto zero) faceva bagnare, fuori dalle baracche, una decina di prigionieri finchè l'acqua non li congelava; al mattino i più erano morti; ma se qualcuno sopravviveva tentava con coperte ed ogni altro mezzo di farlo rinvenire. Nella sua immensa ignoranza aveva sperimentato il rivenimento fatto con calore umano: da Ravensbrück (il lager femminile) aveva fatto arrivare dieci prostitute e metteva il corpo del congelato tra quello di due donne… Questi esperimenti sarebbero dovuti servire per salvare aviatori abbattuti nell'Atlantico: chissà se i salvatori si portavano dietro le prostitute per far rinvenire i corpi congelati!!! Una ulteriore dimostrazione che gli esperimenti di quei medici criminali non servivano assolutamente a niente.

Tutti i privilegi, se non sono sostenuti da qualcosa di concreto, un bel momento finiscono: gli ufficiali di Dachau, stufi di sottostare alle pretese del dott. Rascher, indagano sulla sua vita e vengono a sapere la verità, che un po’ alla volta è fatta arrivare ad Himmler. La reazione è terribile: la donna viene inviata al lager di Ravensbrück in regime di punizione e in pochi giorni è la sua fine; il medico viene internato a Dachau, dove per tanto tempo aveva spadroneggiato, anch'egli in regime di punizione, e dove troverà una morte terribile in poco tempo.
Dachau fu anche il lager dei sacerdoti: a seguito degli accordi tra la Santa Sede e la Germania nazista i sacerdoti di qualsiasi nazionalità arrestati per atti ostili al terzo Reich dovevano essere internati a Dachau, nella baracca 26.

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