Campo di Mauthausen            

 

 

 

Mauthausen. Suicidi contro i reticolati

Prigionieri costretti a… suicidarsi con la corrente ad alta tensione dei reticolati. Reticolati della morte.
Una parte del lager, verso la collina, per circa 200 metri non era chiusa dal possente muraglione, ma da un doppio reticolato con corrente ad alta tensione e un camminamento tra i due reticolati. Su quei reticolati quasi ogni giorno si vedevano corpi di deportati suicidi, individui che non resistevano alla penosa vita del lager; ma anche corpi di prigionieri che erano stati obbligati a correre contro i reticolati dalla minaccia delle armi delle SS che si divertivano a quel gioco sadico e criminale.

Mauthausen. La scalinata della cava

Mauthausen La scalinata della cava in costruzione e finita. Luogo di infiniti tragici massacri da parte delle SS e di quell’ignobile Kapò, Hans l’assassino, che per ingraziarsi il comando del campo ammazzava spesso e volentieri.

La camera a gas di Mauthausen

La camera a gas di MauthausenGli asfissiamenti erano diretti, soprattutto, dal comandante del crematorio ufficiale Martin Roth. Anche altri ufficiali, però, partecipavano a queste azioni assassine, in particolare il farmacista Dott. Wassitzky e il Ten. Krebsbach. Dopo che i prigionieri erano entrati in quella che pareva una doccia, la porta veniva velocemente chiusa e un addetto versava il gas ZYCLON B nei contenitori e li chiudeva. Nel giro di 30 minuti tutti i prigionieri erano morti. In questa piccola stanza furono gassati anche 80 prigionieri per volta.

Mauthausen. Prigionieri di guerra russi

Febbraio 1942 – 10°C sotto zero – I 30 superstiti di un trasporto di 2000 prigionieri di guerra russi.

Mauthausen. Vittima di un esperimento pseudoscientifico

Dicembre 1942 – Una delle tante vittime di numerosi esperimenti pseudo-scientifici compiuti nel carcere dei lager, e poi mummificata.Dicembre 1942 – Una delle tante vittime di numerosi esperimenti pseudo-scientifici compiuti nel carcere dei lager, e relativo scheletro.

Vestito concentrazionario

Pur rimanendo simbolo del deportato, tale vestito venne sostituito nel tempo da divise militari e abiti civili di prigionieri assassinati, in cui sul retro della giacca veniva aperta una “finestra” rattoppata con stoffa di altro colore e segnata da una pennellata di smalto indelebile.Ingrandimento di una cartolina postale edita dal “Comitato Internazionale di Dachau” – Bruxelles, 65 Rue de Haerne. Tema: “vestito concentrazionario”.  Pur rimanendo simbolo del deportato, tale vestito venne sostituito nel tempo da divise militari e abiti civili di prigionieri assassinati.

E’ qui riportata quella che, agli inizi del sistema concentrazionario, era la divisa del deportato: pantaloni e giacca a righe grigie e azzurre. Nel 1944 ben poche erano queste divise in circolazione a Mauthausen. I deportati venivano vestiti con vecchie divise di prigionieri di guerra o abiti civili di prigionieri assassinati: in ogni caso la giacca riportava sulla schiena una finestra di circa 30x30 cm rattoppata con stoffa di altro colore e con una pennellata di smalto indelebile. Era questo il simbolo del deportato, riconoscibile in caso di fuga e denunciabile immediatamente dalla popolazione. Altro simbolo era la cosiddetta “Strasse”: una striscia di capelli, rasata a zero ogni settimana, che permetteva di identificare immediatamente un deportato.

A fine guerra il complesso del lager era di 39 baracche (chiamati blocchi) e 14 grandi tende per una capienza di 18-20.000 prigionieri. Fuori dalle mura erano stati eretti dai prigionieri: il palazzo della Kommandantur costruito interamente in granito della cava, case per ufficiali e loro famiglie, capannoni per la truppa, garage per le SS, una tenuta agricola perfettamente autonoma. Una città di 95 costruzioni fra baracche, edifici in muratura e grandi tende. Subito dopo l'annessione dell'Austria da parte dei nazisti, Himmler, capo delle SS e della Gestapo, e il generale Pohl, capo dei servizi speciali delle SS, visitano la cava di Mauthausen e si rendono conto che è adatta alla costruzione di un lager. Si recano quindi al municipio di Vienna, proprietario della cava, per trattarne l'acquisto o, in alternativa, l'affitto. Contemporaneamente a Berlino viene costituita la Soc. DEST. (Deutscheerd- und Steinwerke GMBH) con capitale interamente delle SS, che ne otterrà l'acquisto per pochi soldi. Tutto è pronto per la costruzione del lager, che inizia l'8 agosto 1938 con 300 prigionieri dirottati dal lager di Dachau. Costruito vicino alla grande cava di granito, si trasformò ben presto in un affare economico, sfruttando il lavoro dei deportati, ma anche in una potente macchina di morte per questi prigionieri. Si calcola infatti che dei circa 220.000 deportati circa 140.000 vi trovarono la morte, assassinati nella camera a gas, massacrati nelle cave di Mauthausen e Gusen, stremati dalla denutrizione nello scavo di ciclopiche gallerie a Gusen, Ebensee, Melk; fatti precipitare da un dirupo della cava, oggi ancora ricordato come "muro dei paracadutisti", esposti nudi ai rigori dell'inverno, ma soprattutto sfruttati nel lavoro con un'alimentazione consistente in un litro di brodaglia di acqua e rape, 150 grammi di pane fatto di tutto fuorchè di farina e 20 grammi di margarina.

Mauthausen, con le sue 49 dipendenze, classificato lager di terza categoria, la peggiore partorita dalla mente criminale di Himmler e soci, destinato a elementi irrecuperabili, aveva, fra i suoi orrori, uno dei più feroci sistemi di eliminazione: il “blocco della morte”, ideato da quel criminale del suo comandante, il colonnello Ziereis, un ex-falegname assurto agli onori del comando in pochi anni, coadiuvato dal suo vice tenente colonnello Bachmayer, un ex-ciabattino anch'esso con rapida carriera diventato vice-comandante di lager. Normalmente a Mauthausen vi erano 18.000 prigionieri sistemati in 15 baracche del 1° campo, quelli che avevano già un lavoro fisso, ed in altre 15 dei tre campi, detti di quarantena, ove si rimaneva 5/6 giorni dopo l'arrivo in attesa della destinazione. Ai primi di settembre '44, non essendo più sufficienti le baracche, fu costruito fuori delle mura un campo di tende.

Notizie sul lager di Mauthausen

La costruzione del lager di Mauthausen fu iniziata l'8 agosto 1938 da 300 prigionieri dirottati dal campo di Dachau. Costruito vicino ad una grande cava di granito si trasformò ben presto in un affare economico, sfruttando il lavoro dei deportati, ma anche in una potente macchina di morte per questi ultimi. Infatti dei 200.000 deportati rinchiusi a Mauthausen e nelle sue 49 dipendenze ben 150000 vi trovarono morte, assassinati nella camera a gas, massacrati nelle cave di Mauthausen e Gusen, stremati dalla denutrizione nello scavo di ciclopiche gallerie, fatti precipitare da un dirupo della cava ancora oggi ricordato come il muro dei paracadutisti, esposti nudi al rigori dell'inverno, ma sopratutto sfruttati nel lavoro con un'alimentazione consistente in una ciotola di acqua e rape a mezzogiorno e 100 grammi di pane e 20 grammi di margarina alla sera.

Da ricordare:

Blocco della morte per l'assassinio dei prigionieri lasciati senza vitto e torturati giorno e notte.
La scalinata della cava: 186 gradini teatro di orribili carneficine.
Il muro del pianto ove venivano incatenati i prigionieri che di notte subivano l'assalto dei cani addestrati nel canile del campo.
Le camere di tortura nei locali del carcere.
La fossa comune ove sono stati scoperti circa 10.000 cadaveri.

Mauthausen. L’ingresso come era allora


Campo di “terzo grado” secondo la classificazione fatta da R. Heydrich (der Henker – il boia) capo della Polizia e del servizio di sicurezza il 2 gennaio 1941 destinato ai pregiudicati, agli asociali, ai prigionieri arrestati in detenzione protettiva e quindi non rieducabili. Campo di “terzo grado” secondo la classificazione fatta il 2 gennaio 1941 da R. Heydrich (der Henker – il boia), capo della Polizia e del servizio di sicurezza: destinato ai pregiudicati, agli asociali, ai prigionieri arrestati in detenzione protettiva e quindi non rieducabili.

Mauthausen. L’ingresso come è attualmente

Mauthausen. Mura perimetrali


Mura perimetrali della fortezza di Mauthausen con le torrette di guardia.Mura perimetrali della fortezza di Mauthausen con le torrette di guardia.

Mauthausen. La piazza dell’appello

Mauthausen. La piazza dell’appelloNella piazza dell'appello, sulla destra per chi entra, si trovavano il fabbricato delle docce e disinfezione, quello dei magazzini e cucine e quello del carcere (36 celle) con i crematori nell'interrato. Nel successivo fabbricato abbiamo la nuova infermeria, mai entrata in funzione, con la camera a gas e le camere di tortura nell'interrato.
Dal portone d'ingresso partiva una strada che portava alla terribile scalinata (186 gradini) della cava, chiamata “della morte” perché era il posto preferito dalle SS per le stragi silenziose.

Il comandante del lager di Mauthausen, Col. Ziereis

Il comandante del lager di Mauthausen, Col. ZiereisIl comandante del lager di Mauthausen, Col. Ziereis, posa con aria arrogante sul luogo dei suoi crimini. Se Mauthausen fu il peggiore dei lager, lo si dovette a Ziereis, despota brutale e criminale incallito che premiava con medaglie, promozioni e licenze i più inumani dei suoi dipendenti, mentre faceva trasferire i riluttanti altrove, spesso al fronte, perché inadatti ai compiti del lager.

Mauthausen. Ingresso al cortile dei garage

Il maestoso ingresso al cortile dei garages delle SS.Il maestoso ingresso al cortile dei garages delle SS.

Mauthausen. La scala del carcere

La scala che porta alle celle del carcere ove si facevano esperimenti sui prigionieri.La scala che porta alle celle del carcere ove si facevano esperimenti sui prigionieri.

Due dei forni crematori di Mauthausen

Due dei forni crematori di Mauthausen Il primo forno fu attivato il 4 maggio 1940. Esistono cifre incomplete sui cadaveri inceneriti nei tre forni principali, ma si parla di oltre 30.000. Siccome all’inizio del 1945 la capacità di incenerimento non era più sufficiente, furono aperte varie fosse comuni, nella più grande delle quali furono rinvenuti circa 10.000 cadaveri.

Mauthausen. Tecnica usata per infornare i cadaveri

Mauthausen

Dimostrazione della tecnica usata per infornare i cadaveriDimostrazione della tecnica usata per infornare i cadaveri.

Mauthausen. Il muro del pianto

 Mauthausen. Il muro del piantoEntrando nel campo, il muro che corre sulla destra, e che oggi è carico di fotografie di caduti e di lapidi, è passato alla storia come il “muro del pianto”. Su quel muro erano poste delle catene alle quali si agganciavano i deportati in punizione, non per impiccarli, ma per farli rimanere ritti per uno, due o tre giorni, a seconda della punizione, il che sarebbe stato anche sopportabile. Talora, però, quando di notte rientravano ubriache, le SS andavano nell'ultima sezione del campo, ove c'erano le gabbie dei cani, ne liberavano alcuni e li aizzavano contro i prigionieri incatenati e quando al mattino uscivano per recarsi al lavoro, vedevano quei poveretti a brandelli dai morsi e dalle unghiate dei cani.

Mauthausen. Deportato incatenato al muro del pianto

Il muro del piantoDeportato attaccato alla catena al “Muro del Pianto”, reo di qualche mancanza a insindacabile giudizio di qualche Kapò: di notte gli venivano aizzati contro gli inferociti cani dell’allevamento del lager.

Mauthausen. Il blocco della morte

Mauthausen, campo di terza categoria, la peggiore partorita dalla mente criminale di Himmler e soci, destinato ai soggetti irrecuperabili e quindi da eliminare, aveva fra i suoi orrori uno dei più feroci sistemi di eliminazione: ”il blocco della morte”.
Piccola fortezza entro la grande fortezza di Mauthausen, anch'essa circondata da un muro alto tre metri sormontato da reticolati ad alta tensione, sorvegliato giorno e notte da sentinelle su tre torrette con mitragliatrici; torrette che servivano anche da tribune per addestrare le reclute delle S.S. ai sistemi di tortura che venivano applicati, e come osservatorio per le autorità che venivano in visita al campo.In tali occasioni le urla strazianti dei poveri prigionieri si sentivano in tutto il campo.

Il blocco era la più completa, manifesta espressione della vile crudeltà degli sgherri di Himmler e Kaltenbrunner.
I prigionieri erano destinati a morire, ma la morte avveniva a rilento fra bastonate, torture, punture di spilli, scariche di corrente elettrica, getti di acqua gelida. E’ impossibile elencare tutti i tipi di sevizie e non c’è da stupirsi se in sei mesi in quell’inferno morirono 6.000 prigionieri.
Ma un giorno dentro quelle mura si concretò la ribellione: nella notte tra il 2-3 febbraio 1945 i prigionieri di Mauthausen furono destati dal crepitio delle mitragliatrici che sparavano a raffica.

Le baracche furono chiuse dall’esterno e l'altoparlante diffuse l'avvertimento che chi fosse stato trovato alle finestre sarebbe stato immediatamente fucilato. Al mattino si apprese che i poveretti del blocco della morte avevano tentato l'evasione. Fu una carneficina: i più deboli si erano sacrificati buttandosi sui reticolati ad alta tensione e spianando la strada per quelli più robusti. Su 800 presenti in quel momento, 150 riuscirono ad evadere, ma solo 7 riuscirono a sfuggire ai sistematici rastrellamenti delle S.S. e, a guerra finita, testimoniarono alla televisione di Mosca sulla loro evasione, ma soprattutto sulle barbare torture subite nel blocco della morte.

Descrizione del “Blocco della morte” – Blocco destinato secondo le disposizioni della GESTAPO ai paracadutisti alleati, agli ufficiali prigionieri di guerra russi e ai partigiani slavi. Chi finiva in questo blocco, nel giro di 3-4 settimane era ridotto ad uno scheletro, sia per mancata alimentazione sia per le quotidiane sevizie e torture.

Mauthausen. Descrizione dei Gaswagen

Per i trattamenti speciali, la fabbrica della morte di Mauthausen aveva a disposizione anche un altro “congegno tecnico”: un veicolo che serviva per asfissiare. Era un camioncino verde con una portiera laterale a tenuta stagna per le vittime e nel cui interno erano stati deviati i gas di scarico del motore. Il veicolo aveva lo spazio per 30 persone, e fu usato dall’autunno del 1941 all’estate del 1943. Al campo di Mauthausen venivano caricati 30 prigionieri, dopo mezz’ora i cadaveri venivano scaricati al forno crematorio di Gusen.
Il comandante del campo, colonnello delle S.S. Ziereis, nell’interrogatorio avvenuto all’ospedale americano di Gusen il 14 maggio 1945 dichiarò:
“…in piu’ circolava tra il campo di Mauthausen e quello di Gusen un veicolo speciale nel quale durante il viaggio venivano asfissiati dei prigionieri. Personalmente io non ho mai immesso gas, l’ho solo guidato da Mauthausen a Gusen. Il veicolo, per quanto mi risulta, si trova ora in un cascinale a Kassel.”
(repertorio DOW 2721)

Descrizione del camion per le gassazioni (GAS WAGEN). Questi camion furono attivati prima della costruzione delle camere a gas. Uno di questi esisteva a Mauthausen, orgoglio di quel “boia” che fu il Col. Ziereis, il quale, prima di morire (colpito da una scarica di mitra dalla Militarpolice americana mentre tentava la fuga travestito da contadino), confessò di averlo più volte guidato sul tragitto Mauthausen– Gusen.

Mauthausen. 5 maggio 1945

Truppe americane liberano il campo di MauthausenTruppe americane liberano il campo di Mauthausen.

Mauthausen. Cadaveri e moribondi

Mucchio di cadaveri al campo malati (Revier) e alcuni moribondi soccorsi da un infermiere americano.Mucchio di cadaveri al campo malati (Revier) e alcuni moribondi soccorsi da un infermiere americano.

Mauthausen. Primi soccorsi

Medici americani prestano i primi soccorsi agli ammalati più gravi.

Mauthausen. Alcuni deportati aiutano i più deboli

Mauthausen. Cimitero

Cimitero allestito dagli Americani per seppellire i numerosi prigionieri morti dopo la liberazione.

Mauthausen. Monumento agli italiani

Monumento “Agli Italiani che per la dignità degli uomini soffersero e perirono”.

Mauthausen. Ebreo sopravvissuto

Rinfocillato da un’infermiera.

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Ama chi ti ama, scorda chi ti scorda, ma non dimenticare chi sempre ti ricorda. Scorderai i fatti, scorderai i guai, ma i veri amici non li scorderai mai. Monica Costa.