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Il destino di Anna e Margot “Gruppetti
di superstiti di diversi campi di concentramento continuavano ad arrivare e ogni
volta cercavo di venire a sapere qualcosa su Margot ed Anna. Alla fine ho
incontrato due sorelle che erano state con loro a Bergen-Belsen. Mi raccontarono
gli ultimi, terribili giorni di vita delle mie bambine e la loro morte.” Otto Frank Dopo un lungo viaggio Otto Frank arriva il 3 giugno 1945 ad Amsterdam. Durante il viaggio ha appreso la notizia della morte della moglie ad Auschwitz, ma spera ancora di rivedere le figlie. Ad Amsterdam scopre che tutti e quattro i benefattori sono ancora in vita. TestimoniOtto Frank cerca in tutti i modi di venire a sapere qualcosa delle figlie: mette un annuncio su un quotidiano e parla con i superstiti dei campi di concentramento. Il 18 luglio 1945 incontra le sorelle Brilleslijper, che sono state testimoni della morte di Anna e Margot a Bergen-Belsen Il diario di Anna “Non diedi [ad Otto Frank] le carte di Anna al suo ritorno
perché speravo ancora, sebbene le probabilità fossero scarse, che Anna sarebbe
ritornata... Quando apprendemmo nel luglio 1945 che Anna e Margot erano morte a
Bergen-Belsen, consegnai le carte con gli scritti di Anna al signor Frank. Gli
diedi tutto quello che avevo conservato nella mia scrivania in ufficio.” Miep Gies Soltanto alcuni giorni più tardi Otto Frank trova la forza d’informare i suoi famigliari. Quando Miep Gies apprende la triste notizia, gli consegna i diari, i quaderni ed i fogli sciolti con gli scritti di Anna. Dopo l’arresto Miep e Bep avevano trovato i diari di Anna nel nascondiglio, sparsi a terra. Miep li ha conservati per tutto il tempo in un cassetto della scrivania.
Un desiderio realizzato “Quando dopo il mio ritorno appresi che non avrei mai più
rivisto le mie figlie, ricevetti da Miep le carte che componevano i diari di
Anna. Erano state salvate come per miracolo. Ci misi moltissimo tempo a leggere
tutto. E devo dire che ero sorpreso dalla profondità di pensiero di Anna, dalla
sua serietà e dalla sua capacità d’autocritica. Era un’altra Anna,
completamente differente dalla figlia che conoscevo.” Otto Frank Otto Frank inizia a leggere il diario della figlia. È per lui una vera e propria rivelazione, perché non conosceva Anna così bene. Dal diario Otto apprende inoltre che Anna aveva pensato di pubblicare un libro sul periodo trascorso nell’Alloggio segreto. Aveva perfino riscritto una parte consistente del suo diario originale. Otto Frank inizialmente esita, ma alla fine decide di esaudire il desiderio della figlia.
Molto penoso “Quest’opera teatrale è una parte della mia vita, per me
è penosa l’idea che mia moglie, le mie figlie ed io siamo sulla scena. Per
questa ragione non posso né voglio vedere l’opera.” Otto Frank L’edizione olandese è seguita da una tedesca, francese, americana e britannica. Il diario di Anna Frank diventerà veramente popolare soltanto dopo l’adattamento teatrale. In occasione della première dello spettacolo tenuta a New York, Otto Frank scrive una lettera a tutto il cast spiegando perché non è in grado di assistere alla rappresentazione. Alcuni anni più tardi dal diario viene tratto anche un film. Da nascondiglio a museo“Dopo che la Casa
di Anna Frank era stata restaurata, mi chiesero se le stanze dovessero essere
riammobiliate. Ma io risposi di no. Durante la guerra era stato portato via
tutto e volevo che rimanesse così. Tuttavia dopo l’inaugurazione della Casa
ci furono persone che affermarono di trovare le stanze molto grandi. Risposi
dicendo che ne avevano ricavato un’impressione errata ed aggiunsi: ‘Non
dimenticate la tensione insopportabile che vi regnava...” Otto Frank Un numero crescente di persone desidera vedere con i propri occhi il nascondiglio in cui Anna Frank scrisse il diario, ma l’Alloggio segreto minaccia di crollare. I cittadini di Amsterdam danno vita alla Casa di Anna Frank, una fondazione che si pone come principale obiettivo la conservazione del nascondiglio. Il 3 maggio 1960 la Casa di Anna Frank è inaugurata ufficialmente. L’Alloggio segreto è diventato un museo.
Riconciliazione“Ho quasi
novant’anni e le forze mi abbandonano lentamente. Però il compito che ho
ricevuto da Anna – lottare per la riconciliazione e per i diritti dell’uomo
in tutto il mondo – mi dona nuovo vigore.” Otto Frank Nel dopoguerra Otto Frank si è impegnato per i diritti dell’uomo e per il rispetto degli altri. Insieme alla seconda moglie Fritzi risponde alle migliaia di lettere inviate dai lettori del diario in tutto il mondo. Con alcuni di loro instaura una fitta corrispondenza. Otto Frank dichiara a tale proposito: “Soprattutto i giovani vogliono sempre sapere come è potuta succedere una cosa tanto terribile. Io rispondo meglio che posso. Ed alla fine concludo spesso con queste parole: ‘Spero che il diario di Anna continuerà ad ispirarti anche negli anni futuri in modo che tu, nei limiti delle possibilità che avrai, continui ad impegnarti per la conciliazione e la pace’.”
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