Il Diario            

 

 

 

Otto e i benefattori

Otto Frank e i benefattori, ottobre 1945. Da sinistra a destra: Miep Gies, JohAnnas Kleiman, Otto Frank, Victor Kugler e Bep Voskuijl.

 

Il destino di Anna e Margot

 “Gruppetti di superstiti di diversi campi di concentramento continuavano ad arrivare e ogni volta cercavo di venire a sapere qualcosa su Margot ed Anna. Alla fine ho incontrato due sorelle che erano state con loro a Bergen-Belsen. Mi raccontarono gli ultimi, terribili giorni di vita delle mie bambine e la loro morte.”

Otto Frank

Dopo un lungo viaggio Otto Frank arriva il 3 giugno 1945 ad Amsterdam. Durante il viaggio ha appreso la notizia della morte della moglie ad Auschwitz, ma spera ancora di rivedere le figlie. Ad Amsterdam scopre che tutti e quattro i benefattori sono ancora in vita.

Testimoni

Otto Frank cerca in tutti i modi di venire a sapere qualcosa delle figlie: mette un annuncio su un quotidiano e parla con i superstiti dei campi di concentramento. Il 18 luglio 1945 incontra le sorelle Brilleslijper, che sono state testimoni della morte di Anna e Margot a Bergen-Belsen

Il diario di Anna

 “Non diedi [ad Otto Frank] le carte di Anna al suo ritorno perché speravo ancora, sebbene le probabilità fossero scarse, che Anna sarebbe ritornata... Quando apprendemmo nel luglio 1945 che Anna e Margot erano morte a Bergen-Belsen, consegnai le carte con gli scritti di Anna al signor Frank. Gli diedi tutto quello che avevo conservato nella mia scrivania in ufficio.”

Miep Gies

Soltanto alcuni giorni più tardi Otto Frank trova la forza d’informare i suoi famigliari. Quando Miep Gies apprende la triste notizia, gli consegna i diari, i quaderni ed i fogli sciolti con gli scritti di Anna. Dopo l’arresto Miep e Bep avevano trovato i diari di Anna nel nascondiglio, sparsi a terra. Miep li ha conservati per tutto il tempo in un cassetto della scrivania.

Il diario di Anna Frank, 1947

La copertina della prima edizione olandese del diario, con il titolo “L’Alloggio segreto”.

 

Un desiderio realizzato

 “Quando dopo il mio ritorno appresi che non avrei mai più rivisto le mie figlie, ricevetti da Miep le carte che componevano i diari di Anna. Erano state salvate come per miracolo. Ci misi moltissimo tempo a leggere tutto. E devo dire che ero sorpreso dalla profondità di pensiero di Anna, dalla sua serietà e dalla sua capacità d’autocritica. Era un’altra Anna, completamente differente dalla figlia che conoscevo.”

Otto Frank

Otto Frank inizia a leggere il diario della figlia. È per lui una vera e propria rivelazione, perché non conosceva Anna così bene. Dal diario Otto apprende inoltre che Anna aveva pensato di pubblicare un libro sul periodo trascorso nell’Alloggio segreto. Aveva perfino riscritto una parte consistente del suo diario originale. Otto Frank inizialmente esita, ma alla fine decide di esaudire il desiderio della figlia.

Prime edizioni

Le prime edizioni del diario negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Germania e in Francia.

 

Molto penoso

 “Quest’opera teatrale è una parte della mia vita, per me è penosa l’idea che mia moglie, le mie figlie ed io siamo sulla scena. Per questa ragione non posso né voglio vedere l’opera.”

Otto Frank

L’edizione olandese è seguita da una tedesca, francese, americana e britannica. Il diario di Anna Frank diventerà veramente popolare soltanto dopo l’adattamento teatrale. In occasione della première dello spettacolo tenuta a New York, Otto Frank scrive una lettera a tutto il cast spiegando perché non è in grado di assistere alla rappresentazione. Alcuni anni più tardi dal diario viene tratto anche un film.

Da nascondiglio a museo

“Dopo che la Casa di Anna Frank era stata restaurata, mi chiesero se le stanze dovessero essere riammobiliate. Ma io risposi di no. Durante la guerra era stato portato via tutto e volevo che rimanesse così. Tuttavia dopo l’inaugurazione della Casa ci furono persone che affermarono di trovare le stanze molto grandi. Risposi dicendo che ne avevano ricavato un’impressione errata ed aggiunsi: ‘Non dimenticate la tensione insopportabile che vi regnava...”

Otto Frank

Un numero crescente di persone desidera vedere con i propri occhi il nascondiglio in cui Anna Frank scrisse il diario, ma l’Alloggio segreto minaccia di crollare. I cittadini di Amsterdam danno vita alla Casa di Anna Frank, una fondazione che si pone come principale obiettivo la conservazione del nascondiglio. Il 3 maggio 1960 la Casa di Anna Frank è inaugurata ufficialmente. L’Alloggio segreto è diventato un museo.

Otto Frank

Otto Frank nel 1979. Muore il 19 agosto 1980.

 

Riconciliazione

“Ho quasi novant’anni e le forze mi abbandonano lentamente. Però il compito che ho ricevuto da Anna – lottare per la riconciliazione e per i diritti dell’uomo in tutto il mondo – mi dona nuovo vigore.”

Otto Frank

Nel dopoguerra Otto Frank si è impegnato per i diritti dell’uomo e per il rispetto degli altri. Insieme alla seconda moglie Fritzi risponde alle migliaia di lettere inviate dai lettori del diario in tutto il mondo. Con alcuni di loro instaura una fitta corrispondenza. Otto Frank dichiara a tale proposito: “Soprattutto i giovani vogliono sempre sapere come è potuta succedere una cosa tanto terribile. Io rispondo meglio che posso. Ed alla fine concludo spesso con queste parole: ‘Spero che il diario di Anna continuerà ad ispirarti anche negli anni futuri in modo che tu, nei limiti delle possibilità che avrai, continui ad impegnarti per la conciliazione e la pace’.”

 

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Ama chi ti ama, scorda chi ti scorda, ma non dimenticare chi sempre ti ricorda. Scorderai i fatti, scorderai i guai, ma i veri amici non li scorderai mai. Monica Costa.