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“Non riesco ancora a parlare di
molte cose mentre di tante altre non voglio più parlare. Ad esempio di come mi
sono sentito quando ci hanno cacciato fuori dal nostro nascondiglio.” Otto Frank, 1979 Il 4 agosto 1944 è una bella, calda giornata estiva. Al quartiere generale della “Sicherheitsdienst” (la polizia tedesca) di Amsterdam quel mattino arriva una soffiata sul nascondiglio dei clandestini. Julius Dettman, l’ufficiale della SD che ha ricevuto la telefonata, ordina al sottufficiale delle SS Karl Silberbauer di recarsi in Prinsengracht. Quattro nazisti olandesi vanno con lui per affiancarlo. Silberbauer e alcuni dei suoi uomini entrano nel magazzino dell’azienda al pianterreno e chiedono informazioni al magazziniere Willem van Maaren che, in silenzio, indica con un dito il piano superiore.
“State seduti”Gli impiegati sono al lavoro al primo piano quando, all’improvviso, qualcuno apre la porta. Miep Gies racconterà successivamente: “Entrò un ometto basso con la pistola in pugno puntata contro di me e disse: 'State seduti. E nessuno si muova'.” Victor Kugler, che era nell’ufficio accanto, sente un gran baccano e va a vedere cosa sta succedendo. Victor Kugler: “Vidi quattro poliziotti, uno di loro aveva la divisa della Gestapo.” Un agente punta la pistola contro Kugler e gli fa cenno di far strada. Vanno verso la libreria girevole e la aprono. Con la pistola spianata i poliziotti entrano nell’Alloggio segreto. Un uomo con la pistola in pugnoOggetti di valoreI clandestini devono consegnare gli oggetti di
valore. Silberbauer prende la cartella nella quale Anna conserva i suoi diari e
ne scrolla via il contenuto per riempirla con gli oggetti di valore. Le carte
che compongono il diario di Anna cadono sul pavimento di legno. Otto Frank: “A
quel punto disse: preparatevi. Fra cinque minuti dovete essere di nuovo tutti
qui.” Miep Gies racconta: “Li sentii scendere le scale, molto lentamente”.
Assieme ai due benefattori Victor Kugler e JohAnnas Kleiman, anch’essi
arrestati, i clandestini vengono fatti salire su un camioncino e portati via.
In prigioneGli otto ex clandestini vengono portati nella
prigione della SD in Euterpestraat e rinchiusi in uno stanzone assieme ad altri
detenuti. Successivamente vengono interrogati individualmente. Gli agenti
vogliono sapere se i benefattori o gli ex clandestini conoscono gli indirizzi di
nascondigli che potrebbero ospitare altri clandestini. JohAnnas Kleiman e Victor
Kugler tacciono. Otto Frank risponde che non sanno nulla perché nei 25 mesi di
permanenza nell’Alloggio segreto hanno perso ogni contatto con amici e
conoscenti. Dopo di che i benefattori e gli ex clandestini vengono separati.
JohAnnas Kleiman e Victor Kugler sono condotti nel carcere giudiziario in
Amstelveenseweg mentre gli otto ex clandestini vengono mandati nel penitenziario
in Weteringschans ad Amsterdam.
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