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Una parte non utilizzata dell’edificioGià dall’inizio del 1942 Otto ed Edith Frank prendono in seria considerazione la possibilità di nascondersi. Insieme ad Hermann van Pels, Otto Frank ha l’idea di arredare come nascondiglio la sezione non utilizzata dell’edificio della sua ditta. AiutoPoco dopo discutono il loro piano con i collaboratori Victor Kugler e JohAnnas Kleiman. Insieme arredano il nascondiglio, operazione a cui partecipa anche il fratello di JohAnnas Kleiman. In seguito Otto Frank chiede a Miep Gies e a Bep Voskuijl di aiutarlo. I suoi quattro dipendenti sono disposti a prestare il loro aiuto pur sapendo di rischiare la vita.
Le tendeIl 6 luglio 1942 i Frank entrano nell’Alloggio segreto, che in quel momento non è ancora completamente pronto. Dappertutto c’è roba negli scatoloni. I clandestini cuciono immediatamente delle tende in modo che i vicini non possano guardare all’interno. Poi iniziano ad aprire gli scatoloni e a fare ordine. Primo pianoI Van Pels arrivano una settimana dopo. Ad Anna fa piacere, perché ci sono più persone con cui scambiare quattro chiacchiere. Nel novembre 1942 si aggiunge al gruppo un ottavo clandestino, Fritz Pfeffer, un conoscente dei Frank. Queste otto persone dividono le stanze dell’Alloggio segreto. Al primo piano ci sono due stanze, una per Otto, Edith e Margot Frank, l’altra per Anna Frank e Fritz Pfeffer. Inoltre c’è un bagno ed una toilette. Secondo pianoI Van Pels abitano al secondo piano. La camera dei signori Van Pels funge di giorno da soggiorno e da sala da pranzo. Accanto è situata la stanza di Peter van Pels. “Piccolissima, buia, umida”, scrive Anna al riguardo. Attraversando la stanza di Peter si arriva in soffitta, dove vengono tenute le provviste. Anna e Peter vengono qui spesso per chiacchierare senza essere disturbati.
La libreria girevoleMentre i clandestini vivono nell’Alloggio segreto, l’impresa di Otto Frank funziona normalmente. Gli operai del magazzino al pianterreno non sanno nulla, eccetto il capo magazziniere Johan Voskuijl, il padre di Bep. Alla fine dell’agosto 1942 egli costruisce una libreria che occulta l’ingresso del nascondiglio. Cauti e silenziosiDi giorno i clandestini devono essere molto cauti e silenziosi. I benefattori in ufficio devono comportarsi nel modo più normale possibile. A mezzogiorno, quando il personale del magazzino torna a casa, i benefattori salgono spesso nell’Alloggio segreto per pranzare con i clandestini. Per questi ultimi le visite rappresentano una piacevole distrazione. Molte piccole impreseL’impresa in Prinsengracht 263 è ubicata in una zona ricca di piccole imprese. A sinistra accanto al nascondiglio, c’è un’agenzia per la vendita di tè, a destra un mobilificio. Molte ditte non chiudono il sabato e la domenica e così se il camino dell’Alloggio segreto fuma nel fine settimana non dà nell’occhio. Spiare i viciniAnna descrive una volta nel suo diario come la sera spii i vicini con un binocolo: “Non ho mai saputo che i vicini possano essere tanto interessanti, almeno i nostri. Una coppia era a tavola, una famiglia stava facendo un filmino ed il dentista di fronte stava curando una vecchia signora paurosa.”
Più di due anniNel luglio 1942 i clandestini non sanno che dovranno trascorrere più di due anni nel nascondiglio. In tutto quel tempo non potranno uscire e dovranno condividere il buio, umido alloggio, vivendo sempre nell’ansia di essere scoperti...
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