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Scoperti! “Erano circa le dieci e mezzo. Ero di sopra dai Van Pels,
nella stanza di Peter e lo aiutavo con i compiti. Gli ho mostrato l’errore nel
dettato quando improvvisamente qualcuno salì di corsa le scale. I gradini
scricchiolavano, io mi alzai di scatto perché era ancora mattina e tutti
dovevano essere silenziosi. In quel momento la porta si aprì e ci trovammo di
fronte un uomo con la pistola in pugno, puntata contro di noi.” Otto Frank Venerdì 4 agosto 1944 sembra un giorno come gli altri. Negli uffici i benefattori sono al lavoro, nell’Alloggio segreto i clandestini sono immersi nelle loro silenziose occupazioni. Improvvisamente davanti alla ditta in Prinsengracht si ferma una vettura da cui scendono un ufficiale delle SS e tre poliziotti olandesi. Essi entrano nell’edificio, si dirigono immediatamente verso l’ufficio. Victor Kugler deve condurli al nascondiglio. I clandestini sono stati traditi...
L’arresto “Dopo un po’ Bep ed io siamo salite nelle stanze dei Frank
e abbiamo visto che sul pavimento erano sparsi i diari e i fogli sciolti di
Anna. Raccogliamoli, ho detto, perché Bep stava a guardare come di sasso.
Raccogliamo tutto, portiamoli via. Abbiamo portato via tutto, facendo del nostro
meglio perché avevamo paura! Siamo tornate di sotto, Bep ed io, e ci
guardavamo. Che facciamo Bep? Allora mi ha risposto: ‘Tu sei la più vecchia,
tienili tu’.” Miep Gies Gli ex clandestini e i due uomini che li hanno aiutati vengono arrestati e portati in una prigione tedesca. I due benefattori saranno trasferiti in un secondo momento in un altro carcere. Miep Gies e Bep Voskuijl rimangono in Prinsengracht e mettono in salvo le carte che compongono il diario di Anna.
A Westerbork “Nel campo eravamo tutti obbligati a lavorare, ma la sera
eravamo liberi e potevamo stare insieme. Soprattutto per i ragazzi non essere più
rinchiusi e poter parlare con altre persone era un sollievo. Noi adulti però
temevamo di venire deportati nei campi di concentramento in Polonia, che erano
tristemente famosi.” Otto Frank L’8 agosto 1944 gli otto ex inquilini dell’Alloggio segreto vengono trasferiti a Westerbork con un treno passeggeri. Sono assegnati alle baracche punitive perché non si sono presentati volontariamente. Di giorno devono smontare pile elettriche, un lavoro sporco e malsano. I detenuti però possono parlare tra loro lavorando. Le deportazioniDal campo partono con frequenza regolare treni carichi di detenuti verso una destinazione sconosciuta all’est. Il 2 settembre 1944 viene letta una lunga lista di nomi di prigionieri che saranno deportati il giorno seguente. Tra loro ci sono anche gli otto ex clandestini. Non dimenticherò mai “Non dimenticherò mai il momento in cui il diciassettenne
Peter van Pels ed io vedemmo un gruppo di uomini selezionati. Tra loro c’era
il padre di Peter. Venivano fatti marciare; due ore dopo passò un furgone con i
loro vestiti.” Otto Frank La mattina del 3 settembre 1944 un lungo treno merci lascia Westerbork. In ogni carro sono stipati più di 70 detenuti. Tra i 1019 prigionieri ebrei ci sono anche gli otto ex inquilini dell’Alloggio segreto. Dopo un terribile viaggio in treno durato tre giorni giungono ad Auschwitz-Birkenau. Due gruppiSul marciapiede di Auschwitz-Birkenau gli uomini sono separati dalla donne. Medici nazisti dividono i prigionieri in due gruppi, quelli che sono abili al lavoro e quelli che verranno immediatamente uccisi nelle camere a gas. Gli otto ex clandestini non sono mandati nelle camere a gas, ma ai lavori forzati. In breve tempo Hermann van Pels non è più in grado di lavorare e viene assassinato nelle camere a gas.
Tifo “La prima ad andarsene fu Margot che cadde dal letto sul
pavimento di pietra e non riuscì più a rialzarsi. Anna morì il giorno
seguente.” Janny Brilleslijper fu testimone
oculare della morte di Margot ed Anna Frank a Bergen-Belsen. Alla fine dell’ottobre 1944 Anna e Margot Frank vengono deportate da Auschwitz-Birkenau a Bergen-Belsen. La loro madre rimane ad Auschwitz-Birkenau. Edith Frank si ammala e muore di stenti nel gennaio 1945. Auguste van Pels arriva a Bergen-Belsen nel novembre 1944 con un altro convoglio di prigioniere. Qui rivede Anna e Margot. Auguste van Pels rimane poco tempo a Bergen-Belsen e probabilmente muore durante un trasferimento di detenute a Theresienstadt. Nel marzo 1945 Anna e Margot Frank muoiono di tifo, qualche settimana prima che il campo sia liberato dall’esercito britannico.
Dobbiamo sperare... “Carissima mamma, spero che queste righe raggiungano te e
tutti i nostri cari dandovi la notizia che sono stato salvato dai russi, che
sono sano e pieno di coraggio e ben curato sotto ogni aspetto. Non so dove siano
Edith e le bambine, siamo separati dal 5 settembre 1944. Ho sentito soltanto che
sono state deportate in Germania. Dobbiamo sperare di rivederle sane e salve.”
La prima lettera di Otto Frank
alla madre, 23 febbraio 1945. Otto Frank è liberato da Auschwitz il 27 gennaio 1945. Poco prima della liberazione i nazisti evacuano il campo, portando con loro i prigionieri in grado di camminare. Tra questi c’è Peter van Pels. Alla fine di gennaio egli arriva nel campo di Mauthausen (Austria). Qui gli internati devono svolgere lavori durissimi. Peter van Pels muore di stenti il 5 maggio 1945.
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