L'alimentazione nei Lager            

 

 

 

Tutti i deportati soffrivano pene atroci: una di queste era la fame, che portava a condizioni di salute pessime. I deportati, come si può notare dalla foto, diventavano soltanto scheletri e le articolazioni si gonfiavano. In tutti i campi il cibo distribuito era poco più che niente: generalmente venivano dati un pezzo di pane da 150 o 300 grammi, un po’ di acqua e della zuppa, che era brodaglia sulla quale galleggiavano vermi, piselli secchi o  carne decomposta; la razione di cibo, nel migliore dei casi, non superava le 1300 calorie.

Le condizioni di vita nei lager erano di gran lunga peggiori di quelle che si dovevano sopportare nei ghetti, che già parevano insopportabili. Basti pensare che quando dei bambini riuscivano ad uscire dal ghetto, praticavano contrabbando di viveri per far sopravvivere la propria famiglia. La fame nei campi diventava un incubo e un’ossessione, dalla quale era impossibile scappare.

Poche settimane di lager

per ridurre a scheletri un gruppo di bambini ebrei.

 

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Ama chi ti ama, scorda chi ti scorda, ma non dimenticare chi sempre ti ricorda. Scorderai i fatti, scorderai i guai, ma i veri amici non li scorderai mai. Monica Costa.