La clandestinità            

 

 

 

Il nascondiglio

In questa fotografia aerea, scattata dopo la guerra, il nascondiglio è chiaramente visibile.

 

Dietro una libreria girevole

 “Il nostro Alloggio segreto adesso è diventato un vero e proprio nascondiglio. Il signor Kugler pensava fosse meglio sistemare una libreria davanti all’accesso al nostro rifugio (...), ma ovviamente è girevole e si apre come una porta.”

Miep Gies

Miep provvede a portare cibo e tante altre cose necessarie. Anche suo marito Jan aiuta i clandestini. È lui, infatti, a procurare le tessere annonarie.

 

I benefattori

 “Ogni giorno salgono tutti quanti, con i signori parlano di affari e di politica, con le signore del cibo e delle difficoltà del tempo di guerra, con i ragazzi di libri e giornali. Fanno una faccia allegra, portano fiori e regali per i compleanni e per i giorni di festa, sono sempre a nostra disposizione.”

Anna Frank

I clandestini sono aiutati da quattro dipendenti di Otto Frank: Miep Gies, JohAnnas Kleiman, Victor Kugler e Bep Voskuijl. Sono loro a procurare cibo, indumenti, libri e tante altre cose necessarie. Inoltre tengono informati gli inquilini dell’Alloggio segreto sulle ultime novità della città. Si tratta per la maggior parte di cattive notizie dato che ovunque in città ci sono retate: gli ebrei che non si presentano volontariamente vengono arrestati. I benefattori non raccontano sempre tutto perché temono di spaventare e deprimere ancora di più i clandestini.

Fritz Pfeffer

L’ottavo clandestino

 “L’Alloggio segreto è un nascondiglio ideale! Anche se è umido e storto non esiste in tutta Amsterdam, né probabilmente in tutta l’Olanda, un nascondiglio più comodo di questo.”

Il nascondiglio è relativamente grande. I Frank vivono in due stanze al primo piano, i Van Pels in due stanze al secondo piano. La camera di Hermann ed Auguste van Pels funge anche da soggiorno e sala da pranzo comune. Passando per la cameretta di Peter i clandestini arrivano in soffitta, dove conservano le loro provviste.

Otto clandestini

Nel novembre 1942 si unisce a loro un ottavo clandestino, Fritz Pfeffer. È un conoscente dei Frank e dei Van Pels. Da quel momento Margot Frank dormirà nella stanza dei genitori mentre Anna e Fritz Pfeffer divideranno la stanzetta adiacente. Inizialmente Anna trova il suo compagno di stanza “molto piacevole”.

La stanza dei Van Pels

Alcuni anni fa il nascondiglio è stato provvisoriamente riarredato nel modo più fedele possibile. Questa è la stanza di Hermann ed Auguste van Pels.

 

Otto clandestini

 “Se penso a tutte le ingiurie che sono state scambiate nell’ultimo mese in questa casa di gente perbene mi viene il capogiro. (...) A dire la verità talvolta non so più con chi abbiamo litigato e con chi ci siamo già riconciliati. L’unica distrazione è lo studio, cui mi dedico molto assiduamente.”

Anna Frank

I clandestini devono rimanere chiusi nel nascondiglio 24 ore al giorno e devono fare assoluto silenzio quando al piano di sotto, nel magazzino, gli operai stanno lavorando. Per di più durante il giorno devono evitare il più possibile di tirare lo sciacquone perché le tubature di scarico attraversano il magazzino.

Litigi

Gli inquilini segreti passano il tempo leggendo e studiando. Naturalmente seguono attentamente le notizie. A causa dell’atmosfera opprimente nel nascondiglio e dell’ansia di venire scoperti, tra loro regna una forte tensione e spesso scoppiano dei litigi. Anna Frank si sfoga scrivendo il più possibile nel suo diario: “La cosa migliore è poter scrivere i miei pensieri ed i miei sentimenti, altrimenti soffocherei completamente.”

Cattive notizie

 “Nient’altro che notizie tristi e deprimenti ho da darti oggi.(...) I nostri molti amici ebrei vengono presi un po’ alla volta e deportati in carri bestiame a Westerbork, il grande campo di concentramento per ebrei nel Drenthe. Miep ci ha raccontato di una persona fuggita da Westerbork. Deve essere un posto terribile.”

Anna Frank

A mezzogiorno i benefattori pranzano spesso nel nascondiglio, insieme ai clandestini. Gli operai del magazzino tornano a casa durante la pausa del pranzo. In quei momenti essi discutono la situazione in città. Ci sono molti rastrellamenti: gli ebrei che non si presentano volontariamente vengono catturati e portati nel campo di Westerbork. Da lì quasi ogni settimana parte un treno verso l’Europa dell’Est. I clandestini pensano che là la maggior parte degli ebrei venga uccisa. Anna scrive nel diario: “Supponiamo che la maggior parte di loro venga assassinata. La radio inglese parla di camere a gas, forse la morte più rapida. Ne sono sconvolta”. [9 ottobre 1942]

La pace?!

 “Quest’anno, il 1944, ci porterà la vittoria? Non lo sappiamo ancora, ma la speranza ci fa rivivere, ci ridona coraggio, ci fa tornare forti. Perché con coraggio dobbiamo sopportare le molte paure, le privazioni e le sofferenze.”

Anna Frank

I clandestini sono rinchiusi da quasi due anni nel nascondiglio quando arriva una splendida notizia: lo sbarco in Normandia di un grande contingente delle forze alleate. I paesi occupati in Europa saranno liberati velocemente? Anna spera di poter tornare a scuola in settembre o in ottobre...

 

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Ama chi ti ama, scorda chi ti scorda, ma non dimenticare chi sempre ti ricorda. Scorderai i fatti, scorderai i guai, ma i veri amici non li scorderai mai. Monica Costa.