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Non uscire mai “Non poter mai uscire mi opprime più di quanto possa dire.
E ho sempre paura che ci scoprano e ci fucilino.” Anna Frank I clandestini non possono uscire, è troppo rischioso. Di giorno le tende dell’Alloggio segreto devono rimanere chiuse, altrimenti i vicini potrebbero vederli. L’unica possibilità di prendere una boccata d’aria fresca è la finestrella della soffitta. A volte, di notte le finestre vengono socchiuse. Routine quotidianaOtto ed Edith Frank hanno previsto che la clandestinità possa durare a lungo ed hanno portato i testi scolastici delle figlie. Il 21 settembre 1942 Anna scrive che ha iniziato a studiare. Otto Frank annota nelle sue memorie a questo riguardo: “Soltanto stabilendo fin dall’inizio una certa routine ed assegnando a ciascuno di noi dei compiti potevamo sperare di adattarci alla nostra situazione. Soprattutto i ragazzi dovevano disporre di un numero sufficiente di libri da leggere e studiare. Nessuno di noi voleva pensare a quanto sarebbe durata quella reclusione volontaria.”
Una giornata nell’Alloggio segretoI clandestini hanno una routine ferrea. Generalmente Hermann van Pels si alza verso le 6.45, seguito dagli altri. Tra le 8.30 e le 9.00 essi devono essere molto silenziosi perché gli operai del magazzino iniziano a lavorare. Gli impiegati - i benefattori - non sono ancora arrivati, cominciano infatti verso le 9.00. In quel momento gli inquilini segreti fanno colazione nella stanza di Hermann ed Auguste van Pels. Miep Gies si reca brevemente nel nascondiglio, per sentire come vanno le cose, e prende la lista della spesa. Anche durante il resto della giornata i benefattori vanno nel nascondiglio, ad esempio per discutere questioni d’affari o per recapitare qualcosa. Il pranzoAlle 12.30 gli addetti al magazzino tornano a casa e i clandestini possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per un po’. Il pranzo viene preparato e alle 13.00 gli inquilini segreti ascoltano il notiziario della BBC da Londra. Alle 13.15 il pranzo è pronto. Bep Voskuijl mangia spesso con loro, anche Jan Gies e Victor Kugler o JohAnnas Kleiman. Alcune volte Miep Gies sale nel nascondiglio. Alle 13.45 tutti tornano al lavoro, vengono lavati i piatti ed è il momento del riposino pomeridiano. Anna non dorme ma usa questo lasso di tempo per scrivere sul suo diario. La “libertà serale”Alle 17.30 Bep dona ai clandestini la “libertà serale”, come Anna la definisce nel diario. Tutti gli altri membri del personale della Opekta in quel momento sono tornati a casa. Bep chiede di quali provviste abbiano bisogno e alle 17.45 va a casa. I clandestini si sparpagliano nei vari uffici, finché Auguste van Pels ed Edith Frank non hanno preparato la cena. InsonniaInsieme mangiano, l’ora dipende dal notiziario radiofonico. Verso le 21.00 preparano i letti, un’operazione che richiede notevoli spostamenti e riassestamenti. Dalle 22.00 nel nascondiglio regna la pace, tuttavia i clandestini spesso hanno difficoltà a prendere sonno, soprattutto quando sentono gli spari della contraerea. La lettura e lo studioDi giorno i clandestini passano il tempo mangiando, dormendo, studiando e leggendo. Il 16 maggio 1944 Anna compila una lunga lista nel diario sulle attività di lettura e di studio dei suoi coinquilini: Signor Van Pels: non studia mai; va
spesso a cercare sull’enciclopedia; ama i romanzi gialli, i libri di medicina,
i romanzi rosa pieni di suspense e privi di sostanza.
DesideriI clandestini parlano a volte di quello che desiderano fare quando saranno di nuovo liberi. Il 23 luglio 1943 Anna riporta questi desideri: “Margot e il signor Van Pels desiderano più di ogni altra cosa fare un bel bagno caldo per più di mezz’ora. La signora Van Pels invece vuole mangiare dei dolci, Pfeffer pensa solo alla sua Charlotte, la mamma desidera la sua tazza di caffè. Il papà vuole andare a trovare il signor Voskuijl, Peter recarsi in città e al cinema ed io per la felicità non saprei proprio da dove cominciare. Più di tutto vorrei avere una casa mia, potermi muovere in libertà, finalmente avere un aiuto nei lavori di casa e quindi tornare a scuola!”
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