Otto Frank ed il Diario            

 

 

 

Annuncio

Otto Frank fa pubblicare un annuncio sul giornale per scoprire cosa è successo alle figlie.

 

Otto Frank ed il diario

“Andai subito da Miep e da suo marito e, siccome non avevo più casa, rimasi loro ospite. Solo allora appresi che lei e Bep non erano state arrestate e che i miei amici Kleiman e Kugler erano ritornati dai campi di concentramento. Ognuno di noi aveva i suoi tristi racconti. Loro piansero con me la morte di mia moglie, tuttavia speravamo ancora nel ritorno delle bambine.”

Otto Frank

Otto Frank fa tutto il possibile per scoprire cosa è successo alle figlie. Fa pubblicare un annuncio sul giornale e parla con i reduci che ritornano dai campi nazisti. Il 21 giugno scrive alla sorella: “Non riesco ad immaginare come farò a tirare avanti senza le bambine, ora che ho già perso Edith. Mi sconvolge troppo scrivere di loro e naturalmente continuo a sperare e aspetto, aspetto, aspetto.”

Le carte dei diari di Anna

Alcuni dei diari e dei fogli sciolti che Miep Gies consegnò a Otto Frank.

 

Bergen-Belsen

Un paio di settimane più tardi Otto Frank incontra le sorelle Janny e Lien Brilleslijper, compagne di prigionia di Anna e Margot nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, che lo informano della morte delle figlie. Soltanto tre giorni più tardi Otto trova la forza di mettere al corrente la sua famiglia della tragica notizia. Scrive una lettera al fratello Robert chiedendogli di farla pervenire alla madre.

L’eredità

Appena Miep apprende la triste notizia consegna a Otto i diari e i fogli sciolti di Anna che aveva conservato per tutto quel tempo in un cassetto della scrivania, nella speranza di poterli un giorno restituire ad Anna. Quando dà il diario a Otto gli dice: “Questa è l’eredità di sua figlia Anna”.

Il diario di Anna

Per Otto Frank il diario della figlia è una vera “rivelazione”.

 

“Incredibilmente avvincente”

In una lettera alla madre del 22 agosto 1945 Otto Frank nomina per la prima volta il diario di Anna: “Miep è riuscita per caso a salvare un album di fotografie e il diario di Anna. Non ho avuto la forza di leggerlo.” Un mese più tardi Otto inizia a leggere il diario della figlia e in una lettera alla madre scrive: “Non riesco a smettere di leggere il diario di Anna. È incredibilmente avvincente! Non voglio però che finisca nelle mani di altri perché ci sono scritte molte cose che nessun altro deve leggere, ma ne farò un riassunto”.

Profondità di pensiero e di sentimento

Alla fine degli anni sessanta Otto Frank ripensa a ciò che aveva provato nel leggere il diario per la prima volta: “Iniziai a leggerlo un po’ alla volta, un paio di pagine al giorno, di più non riuscivo, ero sommerso dai ricordi dolorosi. Per me fu una vera rivelazione. In quelle pagine ritrovai una Anna completamente diversa dalla figlia che avevo perduto. Non avevo idea che i suoi pensieri e i suoi sentimenti fossero tanto profondi.”

La soffitta dell’Alloggio segreto

La soffitta era l’unico luogo da cui Anna poteva vedere “uno spicchio di cielo azzurro”.

 

“Tanta forza dalla fede in Dio”

“Che Anna avesse talmente approfondito il problema e il significato della sofferenza degli ebrei attraverso i secoli, che avesse tratto tanta forza dalla fede in Dio fu una vera sorpresa per me. Mi ricordo che Anna non dimostrava mai particolare interesse durante la celebrazione delle feste ebraiche o quando il venerdì Fritz Pfeffer recitava le preghiere serali. Restava semplicemente ad ascoltare in silenzio. Penso che non le interessasse l’aspetto religioso dell’ebraismo, bensì l’aspetto etico.”

“Interesse per la natura”

“Come potevo sapere quanto fosse importante per Anna vedere uno spicchio di cielo azzurro, i gabbiani in volo o il castagno, se non aveva mai mostrato interesse per la natura? Ma quando si è sentita un uccellino in gabbia ha desiderato ardentemente il contatto con la natura. A confortarla bastava il pensiero dell’aria aperta. Però ha tenuto per sé tutti questi sentimenti.”

Dispiacere

“Mi rattristavo profondamente quando leggevo quanto fossero dure le parole di Anna nei confronti di sua madre. Nella sua ira dopo un battibecco Anna dava libero sfogo ai suoi sentimenti. Mi addolorava leggere che Anna spesso interpretava male i punti di vista della madre. Fu un vero sollievo apprendere nelle pagine successive che Anna comprendeva come a volte fosse colpa sua se non riusciva ad andare d’accordo con la mamma. Era perfino dispiaciuta di quello che aveva scritto.”

Autocritica

“Ovviamente sapevamo tutti che Anna teneva un diario. In alcune occasioni ci ha letto degli episodi e dei racconti spiritosi e ha anche chiesto più volte a JohAnnas Kleiman se voleva spedirne uno a qualche rivista, tanto grande era il suo desiderio di vedere pubblicato uno dei suoi scritti. Non ci ha mai letto nulla che la riguardasse personalmente e quindi non abbiamo mai saputo quanto si stesse sviluppando la sua personalità. Fra tutti noi era la più dotata di autocritica.”

La traduzione di Otto

Una parte del diario tradotta in tedesco e dattiloscritta da Otto Frank.

 

La pubblicazione

Otto Frank decide di mostrare il diario agli amici e ai parenti. Ne fa una copia dattiloscritta e per i parenti ne traduce in tedesco molti brani. I suoi amici sono dell’opinione che Otto non abbia il diritto di tenere il diario solo per sé perché è un documento importante. Ritengono che debba essere pubblicato. In un primo tempo Otto è indeciso, ma poi si lascia convincere.

 

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Ama chi ti ama, scorda chi ti scorda, ma non dimenticare chi sempre ti ricorda. Scorderai i fatti, scorderai i guai, ma i veri amici non li scorderai mai. Monica Costa.